Rocchetta di San Giorgio

La Rocchetta di San Giorgio è quanto rimane delle fortificazioni del borgo di San Giorgio sito all’estremità dell’omonimo ponte, per controllarne l’accesso.
L’attuale edificio, di cui la torre con base rettangolare costituisce la fabbrica più vetusta, è il risultato di molteplici e stratificati rimaneggiamenti.
Spetta a Ludovico I Gonzaga, terzo capitano del popolo, il potenziamento nella seconda metà del XIV secolo della funzione difensiva dell’antico insediamento quale “testa di ponte” con cinta murarie e rocca d’avvistamento, allo scopo di contrastare le preoccupanti mire espansionistiche Viscontee.
Fu probabilmente il marchese Gianfrancesco Gonzaga ad intraprendere nel corso del XV secolo un’opera di revisione e di rafforzamento dell’intero fortilizio e dei terrapieni del borgo di San Giorgio.
Di nuovo lavori alla Rocca sono documentati intorno al 1458-1459, durante il marchesato di Ludovico II Gonzaga.
In questo contesto è ragionevole pensare al ruolo di Giovanni da Padova, architetto militare ed idraulico, che assicurò ai signori di Mantova la propria consulenza.
Durante la prima dominazione francese le protezioni del sito conobbero una complessiva riorganizzazione ma all’inizio del XIX secolo il governo napoleonico ne decise la demolizione ad eccezione della Rocchetta.
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