Piazza Concordia

Grazie anche all’infittirsi dei rapporti d’affari tra l’élite ebraica e la borghesia non ebraica, nella prima metà dell’Ottocento si registrarono a Mantova progressi molto notevoli nell’integrazione tra le due comunità.
In una lettera a Cesare Cantù del 1846, don Enrico Tazzoli osservava che «s’era messa tra l’una e l’altra popolazione una consuetudine amichevole e gli ebrei entravano le nostre case [sic] e prendevano parte alle nostre intime conversazioni».
In questo clima un numero crescente di ebrei mantovani riconobbe nell’Italia la propria patria e fece propria l’aspirazione all’ unità e all’indipendenza.
Anche a Mantova, come in molte altre città, la rivoluzione del 1848 fu l’occasione di manifestazioni d’affratellamento tra ebrei e non ebrei e la piazza del ghetto fu la sede principale degli appassionati abbracci: proprio in ricordo di quell’evento, dopo l’unità Angelo Bondurri, appartenente a una famiglia di patrioti, suggerì al Consiglio comunale che la piazza fosse chiamata Concordia; la proposta fu approvata nella seduta del 18 giugno 1867.
Orari di aperturaSempre aperta al pubblico
Sito espositivoFuori
IndirizzoPiazza Concordia, 46100, Mantova, Italia