Palazzo Benintendi

Il nobile Livio Benintendi (1814-1896), legato all’organizzazione mazziniana sin dagli anni Quaranta dell’Ottocento, fu tra i capi della insurrezione mantovana del 1848.
Dopo la sconfitta della rivoluzione riparò in Piemonte, ma se pur in esilio non rimase estraneo alla congiura mazziniana, detta di Belfiore, che nel 1850-1852 ebbe vasta diffusione in Lombardia e Veneto.
Nel suo palazzo, sito nell’odierna via Chiassi, per iniziativa dell’amministratore dei suoi beni Attilio Mori (1810-1864) – egli pure da tempo militante nelle file mazziniane – si svolse il 2 novembre 1850 la riunione da cui prese origine l’iniziativa cospirativa.
Vi parteciparono il possidente Francesco Siliprandi, il fittavolo Giuseppe Borelli, i medici Vincenzo Giacometti, Carlo Poma, Giuseppe Quintavalle e Achille Sacchi, gli ingegneri Giuseppe Borchetta, Aristide Ferrari e Attilio Mori, l’avvocato Giovanni Rossetti, il farmacista Dario Tassoni, il commerciante Domenico Fernelli, gli studenti universitari Giovanni Acerbi, Luigi Castellazzo, Giovanni Chiassi e Paride Suzzara Verdi, i sacerdoti Enrico Tazzoli e Giuseppe Pezza-Rossa.
Sopra il portone d’ingresso del palazzo è murata una lapide dove si legge: «In questa casa, sfidando la morte, la notte del 2 novembre 1850, si unirono a congiurare contro l’oppressione austriaca i martiri di Belfiore e i loro compagni».
Sito espositivoDentro
IndirizzoVia Giovanni Chiassi 10, 46100, Mantova, Italia