Monumento ai Martiri di Belfiore

L’11 ottobre 1866, allorché cessò ufficialmente il dominio austriaco su Mantova e la città fu riconsegnata alle autorità italiane, i mantovani si recarono in pellegrinaggio alla valletta di Belfiore, dove tra il 7 dicembre 1852 e il 19 marzo 1853 erano stati impiccati nove dei membri della vasta congiura mazziniana per l’indipendenza e la repubblica che negli anni 1850-52 si era sviluppata in Lombardia e nel Veneto.
Il comitato per il monumento, immediatamente formatosi, raccolse il denaro necessario e incaricò dell’opera lo scultore di Ostiglia Pasquale Miglioretti (1822-1881) che propose di rappresentare nella figura di un «genio dell’Indipendenza» l’idea che aveva ispirato il sublime sacrificio.
Miglioretti si ispirò al «Génie de la Liberté», la statua opera di Auguste Dunont che svetta al sommo della Colonna di luglio in piazza della Bastiglia a Parigi.
Il genio mantovano sorse pur esso su un basamento che conteneva le spoglie dei martiri e sulle cui pareti apparivano in bassorilievo le loro effigi.
L’inaugurazione, avvenuta il 7 dicembre 1872, fu l’occasione di uno scontro tra l’oratore ufficiale, il monarchico Giuseppe Finzi, che evitò di parlare dell’ispirazione repubblicana della congiura, e il democratico Paride Suzzara Verdi che prese la parola per ricordare che l’uguaglianza, la fratellanza e la repubblica erano stati i principi che avevano animato i cospiratori.
Collocato originariamente al centro della attuale piazza Sordello, il monumento fu smontato nel 1930 e soltanto nel 2002, per iniziativa dell’amministrazione comunale fu ricomposto all’ingresso dei giardini di Belfiore.
Orari di aperturaSempre visibile al pubblico
Sito espositivoFuori
IndirizzoGiardini di Belfiore, via Cremona, 46100, Mantova, Italia
Telefono3763381