Basilica di Sant'Andrea

Opera di Leon Battista Alberti venne commissionata da Ludovico II Gonzaga e iniziata nel 1472 e completata molti anni dopo la morte dell'architetto nel 1765.
Nella cripta si conservano due reliquiari contenenti quello che si ritiene il sangue di Cristo, portato a Mantova, secondo la tradizione, dal centurione Longino.
La grandiosa fabbrica albertiana, capolavoro dell’architettura rinascimentale di fama mondiale, s’inserisce in un complesso benedettino di cui rimangono il campanile tardogotico (1413) e un’ala del chiostro su piazza Alberti.
Dal 1470 il marchese di Mantova Ludovico Gonzaga affida il compito di costruire un tempio capace e degno per accogliere i pellegrini in preghiera.
Il grande pronao, ispirato all’arco trionfale romano, attraverso un portale in pietra finemente scolpito, immette in uno spazio vasto e solenne, dall’esuberante decorazione neoclassica.
La pianta a croce latina, a navata unica con profonde cappelle laterali, fonte di ispirazione per l’architettura religiosa dei secoli successivi, conduce il visitatore ad avvicinarsi all’ottagono marmoreo collocato sotto la svettante cupola barocca, il cui progetto si deve all’architetto Filippo Juvara.
Sotto questa balaustra-inginocchiatoio si trova la cripta dove sono custoditi i Sacri Vasi che la millenaria tradizione ritiene contengano il terriccio del Calvario intriso del Sangue di Cristo.
Con un suggestivo rito ogni Venerdì Santo i reliquiari vengono portati in Basilica e accompagnano la processione serale per le vie del centro cittadino.
La prima cappella a sinistra, completata dei suoi elementi decorativi nel secondo decennio del Cinquecento, è la cappella funeraria di Andrea Mantegna.
Ne fanno memoria la pietra tombale e il busto bronzeo con l’effige dell’artista.
Le decorazioni pittoriche e i dipinti, concepite dal maestro e concluse da collaboratori, hanno visto la partecipazione anche del giovane Correggio.
Nella cappella di San Longino è sepolto il soldato Longino che secondo la tradizione ha trafitto il costato di Gesù sul Calvario.
Convertitosi alla fede cristiana, portò con se a Mantova il Sangue di Cristo.
Si deve a Giulio Romano l’ideazione dei due affreschi che raffigurano il soldato Longino inginocchiato ai piedi della croce nell’atto di raccogliere il Sangue e il secondo ritrovamento della reliquia avvenuto nel 1048.
Realizzata dall’architetto Antonio Maria Viani a croce greca alla fine del Cinquecento, la cripta fu pensata per accogliere la principale reliquia della città, il Preziosissimo Sangue di Cristo, e le sepolture dei principi di casa Gonzaga.
L’altare cassaforte al centro, di epoca neoclassica, è ornato da sculture della scuola di Antonio Canova.
Espressione dell’ininterrotta venerazione dei mantovani verso la reliquia del Sangue di Cristo, i due reliquiari a pisside in oro e pietre preziose, del peso di oltre 3,7 kg ciascuno, furono realizzati dall’argentiere milanese Giovanni Bellezza nel 1873 e donati dall’Imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo come risarcimento di un furto sacrilego operato dalle truppe austro-ungariche nel 1848.
Sono custoditi in un’inviolabile cassaforte che si apre con dodici chiavi in possesso delle autorità civili e religiose della città.
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